Medesano - Guida Turistica

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Campanile di S. Pantaleone
  Il campanile che segna la skyline di Medesano è stato costruito solo nel 1928, ma dai 35 metri di altezza fu portato a 51 nel 1960 grazie a un lascito dell'ex parroco don Sigismondo Corradi.
 Appartiene alla chiesa di S.Pantaleone, che a dispetto della cronologia del suo campanile è una delle più antiche del territorio: nei documenti è registrata almeno dal XIII secolo (appare nel Capitulum seu Totulus Decimarum che è del 1230), quando è già dedicata a S.Pantaleone.
 Riedificata in Val Campanara nel 1564, divenne parrocchiale e svolse la sua funzione sino alla costruzione di quella attuale. Nel 1908 venne dichiarata inagibile e il 12 gennaio del 1913 fu posata la prima pietra della nuova chiesa.
 Per problemi di carattere finanziario i lavori si prolungarono fino al 2 settembre 1928, quando venne inaugurata alla presenza del Vescovo di Parma, Guido Maria Conforti.
LA CHIESA PARROCCHIALE
 La nuova chiesa parrocchiale dedicata alla B.V. Immacolata è stata ultimata il 2 settembre 1928 e consacrata dal Vescovo Beato Guido Maria Conforti. Il Patrono è San Pantaleone, martire, la cui festa ricorre il 27 luglio. Lo stile della chiesa parrocchiale richiama al gotico grazie ad una lunga serie di archetti, monofore e bifore; la pianta è a croce latina; nel suo insieme è imponente come una cattedrale per lo slancio ardito del verticalismo gotico.
 A seguito degli eventi tellurici verificatisi in particolare nei terremoti del 1972 e 1983 in cui rimasero lesionate le volte e le arcate del soffitto, è stato effettuato un imponente intervento di consolidamento delle volte medesime e il restauro conservativo del tempio, con sistemazione delle cappelle laterali, il nuovo tinteggio interno con decori artistici, le nuove vetrate istoriate, e il restauro delle opere d'arte. La chiesa parrocchiale di Medesano rappresenta un riferimento rilevante in ambito giubilare in quanto si colloca in posizione preminente lungo la via Francigena, sul percorso viario che collega Fidenza a Fornovo e Bardone, da sempre frequentato dai pellegrini in viaggio verso Roma.
LA VECCHIA CHIESA DI MEDESANO Viene menzionata per la prima volta in un documento, il "Capitulum seu Rotolus Decimarum" del 1230 "Cappella de Medexano in plebe Fornovo" e nell'estimo del 1354. Essa doveva sorgere probabilmente entro il perimetro del castello del Poggio e certamente già intitolata a S. Pantaleone. Nel 1564 venne costruita la chiesa di S.Pantaleone presso il rio Campanara, a ridosso della via Romea che portava verso la strada di monte Bardone.
LA CASA CANONICA
 Costruita nel 1948 su progetto del geom. Renato Arisi, presenta alcuni aspetti decorativi richiamanti lo stile neo-romanico della chiesa. E' formata da due piani, più lo scantinato. Al piano terreno sono posti gli uffici parrocchiali e di segreteria; al primo piano l'abitazione del parroco.
L'OSTELLO PER RICETTIVITA' POVERA
 L'8 Dicembre 1999 è stato inaugurato l'Ostello Don Bosco, quale struttura per ricettività povera con finanziamento parziale dello Stato ai sensi della legge 7 agosto 1997 n° 270 in ambito giubilare. Con il 2002 la Parrocchia, in riferimento alla legge 285/99 ha nuovamente destinato l'ex ostello in ORATORIO "DON BOSCO" quale "casa ospitale" per la gioventù.
SALA DELLA COMUNITA' "ADRIANA BARATTA"
 In ampliamento all'Oratorio è stata costruita ex novo la Sala Della Comunità in adempimento alla volontà testamentaria della maestra Adriana Baratta che a questo scopo ha lasciato oltre 600 milioni. La Sala è dotata di 160 posti tutti a sedere ed è supportata da una postazione di regia che si avvale delle più moderne tecnologie che rendono possibile l'esercizio di cinema, video proiezione con collegamento satellitare ed è inoltre dotata di impianto di amplificazione con sistema dolby-surround ed altre apparecchiature multimediali
Parco Fluviale Regionale del Taro
 Il Parco Fluviale Regionale del Taro si estende lungo il corso del fiume, dal ponte stradale di Fornovo a quello sulla via Emilia nei pressi di Ponte Taro ed è caratterizzato da una notevole varietà vegetale, con specie rare e protette come alcune orchidee e il fiordaliso tirreno.
 Differenziata ed eterogenea anche la fauna: dai caprioli ai cinghiali, dalle donnole alle puzzole e ai tanti pesci.
 Senz’altro da segnalare la ricchezza dell’area protetta nel campo dell’avifauna: essendo il Parco del Taro situato su una delle più battute rotte migratorie, sono oltre 250 le specie censite e osservate lungo il corso del fiume; nei periodi delle migrazioni primaverili o autunnali sono centinaia gli uccelli migratori che sostano intorno alle acque in cerca di cibo.
 Nel territorio vi sono vi sono diverse costruzioni civili interessanti come la Corte Gavazza  con una interessante bifora tardogotica, le case-torri di Roccalanzona .
 La frazione di Sant'Andrea, posta fra boschi di pini, querce e castagni, è nota stazione termale con un centro di terapie idopiniche con le sue acque salutari quali: le acque alcaline, sulfureo magnesiaca, le purgative e ferruginoso potassica.
 Nella frazione di Varano Marchesi dal 1999 è stato aperto il " Museo di Storia e Civiltà " con reperti antichi dell'Alta Val Recchio e oggetti della civiltà contadina donati da Marco Pometti di Roccalanzona. In questo Museo è conservato il calcio della Pietra Giubilare di Roccalanzona che ricorda il primo Giubileo della Cristianità indetto nel 1300 da Papa Bonifacio VIII.